Le vie dell'acqua. Turismo e benessere tra costa ed entroterra

Per strutturare specificamente le aree-offerta dei territori locali, Discover Liguria nel secondo progetto ha focalizzato l’acqua e il benessere in tutte le loro sfaccettate valenze come prodotto turistico forte (“club di prodotto”), idoneo a sviluppare sinergie molto positive fra turismo, ambiente, sostenibilità, cultura, produzioni tipiche, commercio, qualità della vita, occupazione... Ci si riferisce ad un insieme di risorse già “esistenti” e significative, che attende un’efficace messa a sistema in chiave di proposta sui mercati e potenziamento condiviso delle forme di accoglienza.

Il “turismo dell’acqua e del benessere” – costruzione promozione commercializzazione di prodotti turistici su misura - può dunque realizzare una fruizione più dilatata e diversificata (osmosi costa/entroterra, destagionalizzazione, eventi) del territorio locale lungo itinerari:

- “fisici” (collegamento tra terme, fonti, torrenti, laghi…, sovente limitrofi ad antiche vie di scambio e dimore storiche; recupero e promozione di percorsi storici di collegamento lungo la costa (via terra e via mare) e tra costa ed entroterra (antiche strade commerciali, acquedotti, vie del sale…) e/o

- tematici (cultura del mare, sport acquatici, bird e whalewatching, safari fotografici, eventi locali, degustazioni…) tra costa ed entroterra.

Tale indirizzo risponde alle esigenze della domanda turistica, che sta inviando segnali forti circa la preferenza per il come rispetto al dove. Dietro questa formula si cela il cosiddetto concetto di edutainment (education + entertainment), e dunque la necessità di costruire proposte ricche di attività in grado di coinvolgere intensamente l’ospite, svecchiando nel contempo il prodotto consueto (escursioni e visite guidate a tema, cooking vacations, fattorie didattiche…). Il progetto può attagliarsi alla perfezione – per esempio - ad alcune aree interne della provincia di Genova.

Una specifica swot analysis, infatti, segnalerebbe nel quadrante minacce:
- la modesta visibilità turistica del territorio (promotion ripetitiva e poco creativa)
- il possibile ulteriore degrado dei contesti non “presidiati”
- i passaparola nulli o negativi
- la concorrenza vivacissima e più qualificata (Basso Piemonte su tutti, quindi parco del Ticino, castelli di Piacenza e Parma…)
- l’estraneità ai network e la mediocre attrattività per i tour operator
- il mancato effetto-Genova se turisticamente non “decollasse”
- un turismo in genere solo frontaliero e “per sagre” (da Genova e basso Piemonte), che non pernotta
- la difficoltà ad elaborare insieme i “pacchetti” (mancato legame fra analisi, segmenti e strategie)
- la difficoltà ad intercettare i giusti interlocutori
- il mancato attecchimento d’una “cultura del turismo e della collaborazione”
- la sopravvalutazione del web
- la mancata verifica circa l’efficacia delle azioni intraprese
- la sottovalutazione dell’aggiornamento formativo
- la possibile cessazione di attività alberghiere e ristorative fragili.

Si sottolinea come l’idea progettuale possa rivolgersi a target molteplici e differenti, e risulti omogenea anche rispetto alle indicazioni del progetto-quadro “Genova tra due orizzonti”.

Vie dell'acqua Liguria